11.03.2017

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Undici marzo duemiladiciassette, una data che rimarrà a lungo impressa nei nostri ricordi e che entra di diritto nella storia del calcio popolare della nostra città.

Per gli amanti della statistica, il Palermo Calcio Popolare è la prima squadra siciliana ad ottenere la vittoria del campionato in qualsiasi categoria. Proprio cosi, la squadra gestita direttamente dai propri tifosi ha raggiunto un traguardo inimmaginabile.

È difficile ripercorrere interamente tutte le tappe che hanno portato alla realizzazione di questo sogno,  non tanto per la memoria storica, che è ben salda, ma per le emozioni trascorse in ogni momento e vissute per il Genio.

Una folle idea nata un paio di anni fa davanti ad una pinta tra i tavolini dell’ Ohana Pub, divenuta sede sociale. Quell’idea maturata tra conti e spese da sostenere per voler dare voce al calcio giocato, al pallone. Non si voleva rimanere un’ideale, un’utopia, bensì qualcosa di reale. E cosi dalle chiacchiere si passò ai fatti il 29.02.2016 con la costituzione della società ed il relativo statuto, il tutto preceduto dalla definizione del logo, dalla scelta del nome, dei colori sociali, e tutto ciò avvenne in maniera naturale. Il Palermo Calcio Popolare voleva di più, si voleva dare voce a chi nel calcio moderno è relegato in un angolino oltre che costretto a fidelizzarsi per un abbonamento allo stadio quasi a dissuaderci degli spalti per la più facile scelta della pay-tv. Si decise allora di fondare la squadra sull’azionariato Popolare con l’intento di mettere il tifoso al centro del progetto con una gestione orizzontale per qualsiasi decisione. Oggi è anche grazie ai quasi cento sostenitori che siamo arrivati a questo punto.

Arrivato il primo comunicato federale con su scritto il nostro nome ci dava la prova reale che c’eravamo! Fu tempo di stage estivi per la composizione della squadra e, proprio in quell’occasione, cominciammo a renderci conto che c’erano dei ragazzi che volevano riappropriarsi del pallone e che i nostri valori erano ben recepiti. Mister Troia, il nostro condottiero, stava già cominciando a costruire una grande famiglia martellando coloro che avrebbero indossando la maglia del Genio con parole come ideale, progetto, sudore, sacrificio e aggregazione.

Il debutto in amichevole contro il Capaci City e quello successivo contro il Resuttana S. Lorenzo lasciavano presagire il valore tecnico del roster e tutti eravamo nel nostro piccolo consci che si poteva fare bene nella terza categoria. Anche il k.o. al Calcio Sicilia aveva lasciato ottime sensazioni, ma il campionato sembrava non cominciasse mai.

Tra riunioni in federazioni e molteplici ipotesi sul format tutto scorreva senza dare voce al pallone.

Finalmente il tanto agognato esordio ufficiale: il 5 novembre in casa contro l’Alia. Fu subito festa con un bel 3-0 e con la gente che cominciava a riempire i gradoni del catino del cantiere navale, divenuto la nostra casa calcistica. Anche sugli spalti si cominciava a sciogliere il ghiaccio e pian piano la goliardia si faceva spazio tra la timidezza iniziale. Pochi giorni dopo il momento del primo match away in quel di Lercara Friddi da cui uscimmo vittoriosi per 2 reti a 1 con al seguito una trentina di sostenitori che trascinarono i ragazzi al successo. Per la cronaca il Lercara da lì in poi conoscerà solo vittorie tra le mura amiche. Poi Belsitana,  Madonie,  il derby contro la Panormus e il Mufara prima della trasferta a Ciminna alla vigilia della sosta natalizia. Proprio a cavallo delle festività i due momenti cruciali del campionato: il pareggio a Ciminna, in rimonta, tra mille difficoltà con un gol stratosferico di Santoro e la vittoria al rientro del nuovo anno contro il Conca  d’Oro in pieno recupero, con un uomo in meno e con gli ospiti che avevano acciuffato il pari al 90°. Il boato al gol decisivo di Petrola’ rimbomba ancora adesso nelle nostre orecchie. Trascinati dall’entusiasmo i sostenitori cominciano ad intonare “vieni a cantare per il Calcio Popolare”  che sarebbe diventato poi un tormentone nell’ambiente del Genio. Indimenticabile l’epica battaglia di Alia in un rettangolo in cui tutto si è fatto tranne che giocare a calcio e dove i nostri leoni hanno dimostrato attributi da vendere, cosi come la gente del Genio sugli spalti. Probabilmente la nostra partita dell’anno per le incredibili condizioni meteo,  uno spot d’altri tempi per un calcio che ormai vive di comode poltrone e prime donne. Per l’occasione fu deciso di rendere onore ai ventidue scesi in campo, al ritorno a Palermo i nostri gladiatori furono ricompensati da un sibillino “minchia rura” esposto durante l’allenamento. Mister Troia comincia ad aumentare la pressione sui ragazzi richiamando a più riprese il “muro”, vero punto di forza del Palermo Calcio Popolare. Le affermazioni, senza subire gol, contro Lercara,Belsitana, Madonie e Panormus ne sono la dimostrazione e fanno da preludio al pareggio senza gol nel recupero a Bompietro. I ragazzi volevano comunque dimostrare di essere i più forti e nonostante le tante defezioni riescono ad espugnare Polizzi con un perentorio 3a0. Fino a quel giorno nel campo madonita i padroni di casa non avevano mai perso e subito solo due reti.

E si arriva così alla fatidica data dell’undici marzo duemiladiciassette. Con il Ciminna basta un punto per la matematica: finisce 4-0 per il Genio. Una giornata che regala infinite emozioni: l’ingresso in campo da brividi con una stupenda coreografia composta da 100 bandierine Verderosanero che fanno da cornice allo striscione di 14 metri che racchiude l’essenza del progetto Palermo Calcio Popolare “la nostra passione non ha prezzo. Questi colori contro il calcio moderno”. E poi fumogenate,  torce accese e bandiere che sventolano per tutti i novanta minuti. Duecento persone che esultano ai gol di Garofalo, Prince, capitan Petrola e Guida. Una carrellata di emozioni per un pomeriggio indimenticabile. C’è anche il tempo per l’esordio, dopo una lunga degenza per l:operazione al ginocchio, di Marco Trapani salutato con uno striscione che recita “Hai lottato senza mai mollare. Marco Trapani orgoglio Popolare”. La goliardia prende il sopravvento sulle tribune, alcuni tifosi invadono una terrazza che si affaccia direttamente sul rettangolo da gioco, con il padrone di casa che si cala nella parte trascinato dall’entusiasmo che lo circonda. L’avvistamento dei quattro sulla terrazza che sventolano bandiere e mostrano le sciarpe provoca l’ovazione del pubblico accorso. A pochi  minuti dal termine il giusto tributo a chi dal campo, regalandoci settimana dopo settimana incredibili emozioni,  ha onorato il Genio. Il “Grazie Ragazzi” è la scritta che rimarrà appesa fino al triplice fischio finale. La corsa di tutta la squadra  dapprima sotto il settore e poi direttamente sugli spalti è l:emblema del successo. Sostenitori e giocatori tutti insieme racchiusi in un abbraccio con le lacrime agli occhi è una sensazione da pelle d’oca. Meritato il bagno di spumante nello spogliatoio prima dell’epilogo con l’immancabile birra a fiumi. Proprio cosi…  tutto è cominciato davanti ad una pinta di birra qualche anno fa ed adesso quella folle idea viene coronata dalla stessa pinta di birra per suggellare un successo che vale tantissimo.  Ha vinto la squadra gestita direttamente dai propri sostenitori, ha vinto la gente del Genio, ha vinto il Palermo Calcio Popolare…. Il calcio è della gente!

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