Against Modern Footbalogun

Against Modern Footbalogun

Per la prima volta nella storia dei mondiali, un giocatore espulso nella partita precedente può giocare la partita successiva. Parliamo di Balogun, attaccante degli usa, che dopo un cartellino rosso, ricevuto contro la Bosnia, potrà tranquillamente giocare contro il Belgio.
Tutto ciò è incredibile, o forse no. In questo mondiale dove gli atleti delle nazionali non gradite sono stati trattati come terroristi, dove gli iraniani hanno potuto mettere piede negli Usa solo pochissime ore prima di giocare le loro partite e sono stati costretti a ripartire subito dopo. E come non dimenticare la pausa a metà tempo per vendere spazi pubblicitari a prezzi esorbitanti.
Quindi siamo davvero sorpresi? Alziamo un attimo lo sguardo dal campo di gioco e guardiamo ciò che succede quotidianamente nel mondo, perché il calcio non è solo calcio ma è anche politica, specialmente quando si giocano i mondiali.
Abbiamo capito che, se il diritto internazionale conta fino ad un certo punto e si possono massacrare migliaia di donne bambini e innocenti, si può tranquillamente pensare che l’umanità sia tornata all’età della pietra dove vigeva solo ed esclusivamente la legge del più forte. Ma se queste cose vengono fatte dall’occidente, che siamo noi, che siamo i buoni (giusto?) i cattivi cosa faranno di peggio?
Forse come dice qualcuno: “abbiamo sconfitto il male, praticandolo nella stessa misura”.
Quindi, Balogun può giocare, il paragone è azzardato ma rende bene l’idea che il più potente può tranquillamente cambiare le regole a suo piacimento. Magari la prossima volta potrà capitare che, durante una partita, per una della due squadre verrà assegnato un rigore ogni tre calci d’angolo battuti.

Noi, come amanti del calcio, davanti a tutto ciò che possiamo fare? La prima risposta è rassegnarsi ad un mondo che è cambiato in peggio e velocemente. Se qui in Italia il primo problema sono i tifosi e la pirateria, ci si rende conto che stiamo combattendo contro i mulini a vento. La lega, le pay-tv, le società hanno bisogno di clienti. Clienti che comprino a costi esorbitanti maglie dai colori assurdi che non rispettano la storia delle squadre, clienti che riescano a vedere tutte le partite possibili sulla pay-tv per poter spendere i propri stipendi scommettendo in modo compulsivo.
Il denaro fa muovere la palla, e scrive classifiche e risultati. Basta pagare e all’improvviso in lega pro si può iscrivere una squadra dal nulla, senza che abbia meritato questa categoria sul campo, senza tifosi e senza storia, togliendo il posto a chi ne avrebbe diritto e andando contro al concetto di meritocrazia.
Poi si può vendere e comprare il titolo di un’altra società lasciando senza calcio la città più povera; e se magari la stagione calcistica di una qualsiasi società nella categorie minori non è andata come ci si aspettava, si può mettere mano al portafoglio ed essere ripescati nella categoria di gradimento.

Quindi perché continuare?
Perché c’è ancora gente che crede che il risultato del campo deve essere accettato, che ogni squadra rappresenta una comunità, che i tifosi sono l’anima di questo sport, che un bambino con un pallone tra i piedi è un bambino felice e non si debba lucrare sulla passione e…

𝙘𝙝𝙚 𝙗𝙧𝙪𝙩𝙩𝙤 𝙚’ 𝙦𝙪𝙚𝙨𝙩𝙤 𝙘𝙖𝙡𝙘𝙞𝙤 𝙢𝙤𝙙𝙚𝙧𝙣𝙤
𝙨𝙤𝙡𝙙𝙞 𝙚 𝙩𝙚𝙡𝙚𝙫𝙞𝙨𝙞𝙤𝙣𝙚
𝙣𝙤𝙣 𝙘’𝙚’ 𝙥𝙞𝙪’ 𝙡𝙖 𝙥𝙖𝙨𝙨𝙞𝙤𝙣𝙚.
𝙋𝙤𝙞 𝙘𝙞 𝙨𝙚𝙞 𝙩𝙪
𝙂𝙚𝙣𝙞𝙤 𝙥𝙤𝙥𝙤𝙡𝙖𝙧𝙚
𝙪𝙣’𝙞𝙙𝙚𝙖 𝙙𝙞𝙛𝙛𝙚𝙧𝙚𝙣𝙩𝙚
𝙄𝙇 𝘾𝘼𝙇𝘾𝙄𝙊 𝙀’ 𝘿𝙀𝙇𝙇𝘼 𝙂𝙀𝙉𝙏𝙀!!!